Tuo nipote ha iniziato a fare domande strane sul futuro e la colpa potrebbe essere tua: lo psicoterapeuta spiega cosa stai sbagliando

Quella sensazione di oppressione al petto quando pensi al domani dei tuoi nipoti. Quel pensiero ricorrente che il mondo sia diventato un posto più complicato, meno accogliente rispetto a quello che hai conosciuto tu. Se ti riconosci in queste emozioni, sappi che non sei solo: sempre più nonni vivono un’ansia anticipatoria legata al futuro delle nuove generazioni, un fenomeno che gli psicologi definiscono eco-ansia e che rischia di creare un circolo vizioso emotivo dannoso per tutta la famiglia.

Il problema più insidioso non è tanto la preoccupazione in sé – dopotutto è naturale desiderare il meglio per chi amiamo – quanto la trasmissione inconsapevole di questa ansia ai bambini. I più piccoli assorbono le nostre emozioni come spugne, interpretando le espressioni facciali, i sospiri, i commenti pessimistici come segnali di pericolo imminente, anche quando non comprendono razionalmente di cosa stiamo parlando.

Quando la protezione diventa gabbia emotiva

I bambini esposti regolarmente a conversazioni cariche di preoccupazione sul futuro mostrano livelli più elevati di cortisolo, l’ormone dello stress, rispetto ai coetanei cresciuti in contesti emotivamente più neutri. Questo non significa che dobbiamo fingere che tutto sia perfetto, ma piuttosto che esiste un modo più equilibrato di gestire le nostre inquietudini senza trasformarle in zavorre per i nostri nipoti.

La questione centrale è questa: la tua ansia parte da un amore autentico, ma rischia di diventare profezia che si autoavvera. Quando un bambino cresce sentendosi ripetere – attraverso le parole o gli atteggiamenti – che il mondo è pericoloso e le opportunità scarse, svilupperà una visione limitante della realtà che potrebbe effettivamente impedirgli di cogliere le occasioni quando si presenteranno.

Il paradosso generazionale che nessuno racconta

Ecco un dato su cui riflettere: secondo l’ISTAT, nonostante le sfide oggettive del nostro tempo, i bambini nati negli anni 2010-2020 hanno accesso a risorse educative, tecnologiche e culturali impensabili anche solo trent’anni fa. Le opportunità non sono scomparse, si sono trasformate. Il vero rischio non è la mancanza di possibilità, ma l’incapacità di riconoscerle perché guardiamo con gli occhi del passato.

Questo non significa negare le difficoltà reali – dalla crisi climatica alla precarietà lavorativa – ma contestualizzarle in una narrazione più completa che includa anche resilienza, innovazione e possibilità di cambiamento. I tuoi nipoti non hanno bisogno di un nonno che li protegga dalla realtà, ma di qualcuno che insegni loro a navigarla con fiducia.

Riconoscere i segnali della trasmissione ansiosa

Come capire se stai inconsapevolmente trasferendo la tua ansia? Alcuni campanelli d’allarme ti aiuteranno a riconoscere questi comportamenti: interrompere frequentemente i giochi dei bambini con commenti sul “mondo reale” o sulle difficoltà future è uno dei segnali più evidenti. Scoraggiare attività o sogni definendoli “poco realistici” o “troppo difficili da raggiungere” è un altro indizio importante.

Confrontare costantemente il loro presente con il tuo passato, evidenziando sempre gli svantaggi attuali, manifesta una prospettiva che finisce per pesare sulle loro spalle. Manifestare preoccupazione eccessiva per scelte quotidiane banali, trasformando ogni decisione in questione cruciale, oppure notare che i tuoi nipoti hanno iniziato a fare domande ansiose sul futuro o a manifestare paure inusuali per la loro età sono tutti segnali che meritano attenzione.

Trasformare la preoccupazione in risorsa educativa

La neuroscienza affettiva ci insegna qualcosa di fondamentale: non possiamo – e non dovremmo – eliminare completamente le preoccupazioni, ma possiamo rielaborarle in modo costruttivo. Il dottor Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, suggerisce di trasformare l’ansia in preoccupazione attiva, ovvero quella capacità di riconoscere le sfide senza paralizzarsi, cercando invece soluzioni pratiche e insegnando competenze utili.

Invece di dire “Il mondo è diventato impossibile”, prova con “Il mondo sta cambiando, e insieme possiamo scoprire come affrontare questi cambiamenti”. Questa riformulazione apparentemente semplice sposta il focus dalla rassegnazione all’azione, dall’impotenza alla collaborazione.

Strategie concrete per spezzare il ciclo ansioso

Inizia praticando la pausa consapevole: quando senti montare l’ansia per il futuro dei tuoi nipoti, fermati e chiediti se ciò che stai per dire o fare li aiuterà concretamente oppure scaricherà semplicemente la tua tensione emotiva. Questo spazio di riflessione, anche solo di pochi secondi, può fare un’enorme differenza.

Coltiva la narrazione delle possibilità: per ogni problema che identifichi, abituati a trovare almeno due esempi di persone o situazioni che hanno trovato soluzioni creative. Questo esercizio allenerà il tuo cervello a cercare opportunità invece di focalizzarsi esclusivamente sugli ostacoli.

Condividi le tue esperienze di superamento: invece di raccontare quanto fosse “meglio prima”, racconta ai tuoi nipoti episodi in cui hai affrontato difficoltà e le hai superate. Questa narrazione trasmette competenza emotiva e resilienza, insegnando che le sfide sono parte naturale della vita, non minacce insormontabili.

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Il regalo più prezioso che puoi fare

Ricorda che il tuo ruolo di nonno non è quello di garantire un futuro privo di difficoltà – impossibile per chiunque – ma di trasmettere la fiducia nelle capacità dei tuoi nipoti di affrontare qualsiasi cosa la vita presenti loro. Questa fiducia si costruisce attraverso piccoli gesti quotidiani: lasciare che sperimentino, che sbaglino, che trovino le loro soluzioni, rimanendo presente come base sicura a cui tornare, non come scudo che impedisce ogni esperienza.

La ricerca dell’Università di Berkeley sul benessere intergenerazionale ha dimostrato che i bambini con nonni emotivamente equilibrati sviluppano maggiore autoefficacia e ottimismo realista, due predittori fondamentali di successo e felicità nella vita adulta. La tua serenità, dunque, non è un lusso personale ma un investimento concreto nel benessere dei tuoi nipoti.

Lavora sulla tua ansia, magari attraverso un percorso di supporto psicologico o gruppi di confronto tra nonni. Non è segno di debolezza, ma di amore autentico: stai scegliendo di elaborare le tue paure invece di trasferirle a chi ami. E questo, più di qualsiasi preoccupazione anticipatoria, è il vero atto di cura verso le generazioni future.

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